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Posted by on Feb 5, 2018 in Blog | 0 comments

Cosa vuol dire Fake News?

Cosa vuol dire Fake News?

È un periodo in cui tutti parlano di fake news, sembra quasi la moda del momento: “se non dici la tua sulle fake news non sei nessuno!”, tant’è che qualche giorno fa ne ho parlato anche io al Portici Science Café pur di non farmi prendere in giro in ufficio.

Le fake news sono, banalmente, false notizie.
Esistono da sempre, io sono convinto che pure qualche incisione rupestre riporti qualche fake news (Grot è un cacciatore incapace e fa le cosacce con la moglie di Smurl, magari); il vero problema è che oggi i mezzi di comunicazione a nostra disposizione forniscono a tutti un megafono che viene talvolta usato ad arte per amplificarne la portata.
Anche Facebook in questi giorni ha lanciato una campagna ufficiale contro le fake news, mentre quella unofficial l’aveva avviata qualche tempo fa, quando ha oscurato Lercio (noto sito satirico) per errore.

Dopo averle provate un po’ tutte, tra sofisticati algoritmi e oscuramento di pagine pericolose, ha deciso di lasciare agli utenti il compito di riconoscerle, proponendogli più fonti tra cui scegliere e rilasciando un decalogo del bravo scopritore di fake news.

Mark, io ti stimo tanto e lo sai, ma te l’ho pure detto l’altra sera a cena: se l’utente “a rischio” fosse stato in grado di riconoscere le fake news avremmo già risolto il problema alla radice, no?

Il problema però è effettivamente serio: le fake news sono dannose e possono avere serie ripercussioni nella vita di tutti i giorni, modificando sottilmente il pensiero di alcuni, come ad esempio i mille fratelli e sorelle di Laura Boldrini, che creano astio nei confronti di un politico o di un partito, oppure la foto di Farrokh Bulsara che confessa alla madre di aver ucciso un uomo (Freddie Mercury – Bohemian Rhapsody) che parte con intento satirico e finisce per essere diffusa come notizia reale, o un senatore inesistente (Cirenga – in siciliano “Cernia”, per chi ha abboccato) che fa approvare fondi per i “parlamentari in crisi“, che sposta alcuni elettori da una parte politica all’altra.
O ancora, fatto gravissimo, una notizia non verificata che diventa virale e finisce con un locale preso di mira con un tentativo d’incendio (leggi qui).

Cosa ci spinge a condividere una fake news?

Le fake news sono fatte – volontariamente o meno – per far leva sui nostri istinti. Sono emozionali. A meno di non aver raggiunto il nirvana, ci sarà sempre qualcosa che ci innervosisce, ci fa indignare, solletica la nostra rabbia. Ecco, una fake news che riesca a far leva su queste emozioni, ha fatto breccia nella nostra voglia di condividerla.

“La calunnia è un venticello…”

Quando condividiamo una notizia senza verificarla, spinti dall’onda dell’indignazione o della rabbia, stiamo partecipando attivamente a questo meccanismo perverso che rischia di armare mani reali con armi reali. Non si fa. Evitiamo. Il mondo (e il mio fegato) ve ne saranno grati.

Ma quindi, come riconoscere le fake news?

Sicuramente il decalogo proposto da Facebook è una buona base di partenza: controlla l’URL (no, il GioMALE non è il GioRNALE, e non fidatevi del Fatto QuotiDAINO), occhio alle fonti, verifica le testimonianze, etc etc, ma io ci aggiungerei anche una cosa secondo me fondamentale che – quando la vedo – mi fa subito scattare l’allarme: “Non condividere, copia e incolla sulla tua bacheca!”.
Per me questo è l’indizio principe, essendo il modo migliore per nascondere la fonte di una sciocchezza o di una notizia fuorviante.

Avete altre idee su come riconoscere una fake news? Pensate che abbia scritto un mare di sciocchezze? Scrivetemi e parliamone. Anzi no: fai copia e incolla sulla tua bacheca!

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